Traduzioni per la Moda: un comparto che richiede un adattamento creativo

Immaginate di lavorare nell’Ufficio Comunicazione per un marchio di prestigio e di dover commissionare delle traduzioni per il lancio di un nuovo prodotto sui mercati internazionali: anche senza saperlo, state commissionando una cosiddetta Transcreation, ovvero la produzione di materiali comunicativi che derivano da traduzioni con adattamento creativo ottenuto attraverso tecniche pubblicitarie di copywriting per ricalibrare i messaggi in modo fluido sulla realtà culturale di destinazione.

In un comparto di questo tipo non è infatti possibile pensare di risolvere l’esigenza di un servizio linguistico richiedendo delle traduzioni professionali in senso stretto. La disponibilità di Traduttori Madrelingua aiuta certamente a sviscerare i messaggi-chiave degli stilisti, ma non si può pensare di comunicare o addirittura tradurre per il prêt-à-porter replicando pedissequamente sequenze di parole e sintassi. Ecco perché nelle traduzioni per la moda è sempre più diffusa la Transcreation.

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Come tradurre per la moda (anche quando non traduciamo)

Quando traduciamo per il segmento fashion and luxury oscilliamo tra questi 2 poli: la massima libertà tipica dei “traduttori creativi” e la minima variazione dei contenuti intraducibili.
Infatti sempre più documenti tradotti nei settori della Moda e del Lusso presentano ormai una notevole percentuale di anglicismi e quindi, per un libero professionista così come per una Agenzia di Servizi Linguistici, il bivio è sempre valido: tradurremo o lasceremo in lingua originale?

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Foto: Opitrad

Sembrerebbe un controsenso lasciare dei termini in lingua originale. Eppure succede a chi sta lavorando, per esempio, su una traduzione per il settore moda online e deve interfacciarsi con fashion blogger abituati a lasciare molti vocaboli in lingua originale. Che farà, dunque: non tradurrà? La soluzione è puntare su una comunicazione “fresca”, immediata, capace di veicolare emozioni piuttosto che pure e semplici specifiche di prodotto.

Il pubblico specialistico dei contenuti tradotti per la fashion industry

Non solo comunicati-stampa e patinate brochure: la fashion translation è fatta, sempre più spesso, di schede-prodotto, tanto è vero che si traduce anche per i buyer. Questi specialisti agiscono come intermediari commerciali e quindi devono sì consultare schede tecniche di prodotto tradotte con cura ma pur sempre “virate” in chiave emotiva.
Lo sa bene chi deve promuovere i prodotti del Made in Italy: se non si traducono con un pizzico di creatività i materiali promozionali, dall’abbigliamento alla cosmesi (senza dimenticare quando traduciamo per l’industria calzaturiera), difficilmente si riuscirà a impostare una strategia di marketing specializzata e cioè calibrata sulla realtà culturale di riferimento.