• traduzione e successo - opitrad

Accade a volte che la traduzione diventi il grimaldello decisivo per il successo.

Opere in lingua italiana, tradotte in un’altra lingua, acquistano una nuova dimensione e può capitare che accrescano il successo già ottenuto nel paese di origine. Basta pensare, nell’ambito dei brani musicali, ai noti cantanti pop italiani quali, ad esempio, Claudio Baglioni, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli, che hanno ottenuto enorme riconoscimento all’estero, e grazie a questo sono riusciti ad ampliare e in qualche modo a sancire la loro fama in Italia.

Anche in letteratura la traduzione è fondamentale. Esistono fiere, saloni, kermesse, dove il libro viene presentato e venduto nei vari paesi. Il mondo editoriale è pieno di romanzi o saggi che tradotti per il mercato straniero, ottengono un riconoscimento universale che afferma ancora di più l’autore in patria. Noti scrittori italiani come Umberto Eco, Andrea Camilleri, Susanna Tamaro, Paolo Giordano, Roberto Saviano, hanno potuto affermare e consolidare il loro successo una volta tradotti anche all’estero.

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Stoner di John Williams: la traduzione che convince

Accade, meno frequentemente, anche il contrario, cioè che la traduzione di un testo letterario, sconosciuto in patria, arrivi all’estero e solo lì trovi un successo insperato. Ancora più insolito è quando quel testo è un romanzo americano, riscoperto quasi per caso, dopo parecchi anni. Questo è quello che è capitato ad un libro, che è diventato addirittura un caso editoriale.

Si tratta di Stoner, il romanzo di John Williams, che rimase per quasi quarant’anni uno dei grandi romanzi dimenticati della letteratura americana. La storia editoriale di Stoner è affascinante ed emblematica del potere che la traduzione può avere perché mette in contatto contesti differenti. Vediamo di cosa si tratta.

Stoner venne pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1965 e mandato fuori catalogo dopo appena un anno. Il romanzo, secondo la casa editrice, non poteva avere successo ed era destinato a finire, nel migliore dei modi, in qualche remoto angolo di una libreria. Stoner, il protagonista del libro, non aveva catturato l’attenzione del pubblico americano: era un uomo con una vita monotona, senza particolari gioie e successi personali o professionali. Un uomo senza ambizioni né sogni, una persona ordinaria, incapace di scaldare i cuori del pubblico statunitense, tanto che il romanzo era stato acquistato da poco più di 2000 persone.

A compiere il miracolo è la scrittrice e traduttrice francese, Anna Gavalda, che nel 2012 lo legge quasi casualmente, le piace e lo traduce per Le dilettante – la casa editrice per la quale l’autrice scrive libri di grande successo -. Esplode il caso editoriale: cambio di cultura e di gusti e per il romanzo è subito successo. Alla Francia piace il protagonista, un uomo qualunque, uno di noi, un eroe della normalità e la sua prosa soddisfa. L’improvvisa riscoperta di un libro dimenticato, quattro decenni dopo la sua prima apparizione, finisce per attrarre l’attenzione di altri editori. Tradotto e pubblicato in quasi tutta Europa, il romanzo scala le classifiche fino ad essere riscoperto anche in America.

Vi è però da dire che negli Stati Uniti le vendite non raggiungeranno mai quelle realizzate in Europa, nonostante il parere di scrittori americani come Bret Easton Ellis o dell’attore Tom Hanks, che sul Time l’appella come «una delle cose più affascinanti in cui vi possiate imbattere». I lettori del nuovo continente non sono convinti da Stoner, sono disturbati da questo anti-Gatsby, un uomo senza ottimismo, incapace di lottare contro le circostanze.

Traduzione e successo editoriale: quando la cultura del paese di arrivo gioca un ruolo fondamentale

I gusti europei, invece, sono differenti. I lettori si ritrovano in questo uomo, si rispecchiano nelle sue fatiche e si sentono vicino alla sua umanità: pullulano recensioni favorevoli. Il libro diviene uno tra i romanzi più recensiti e di cui tutti parlano, grazie al passaparola, ai social e ai pareri entusiasti di scrittori come Ian McEwan e Nick Hornby, tanto che nel 2013 la catena di librerie britanniche Waterstones lo sceglie come libro dell’anno, nonostante la data della prima pubblicazione sia ormai cosa passata. In Italia viene edito prima da Fazi Editore, nel 2012, nella traduzione di Stefano Tummolini e riproposto, nel settembre del 2020 da Mondadori, sempre nella traduzione di Tummolini, con l’aggiunta di una raccolta inedita di poesie dell’autore.

Oggi, dopo cinquant’anni, incredibilmente contro ogni più rosea previsione, Stoner è ormai considerato un bestseller, un romanzo sulle fatiche del vivere, un romanzo sull’amore per la poesia e per la letteratura, che raggiunge l’impensabile numero di un milione di copie vendute nel mondo. Peccato che il suo autore, scomparso nel 1994, non abbia potuto godere dell’immenso plauso dei suoi lettori.

Quando la traduzione decreta il successo di un’opera ultima modifica: 2021-03-12T17:15:27+01:00 da Silvia Olini