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Il caso di “Io, Aristoteles, il Negro Svizzero”

Siamo abituati a pensare al traduttore editoriale come all’unico autore di una traduzione letteraria, in collaborazione con la casa editrice. Ma cosa succede se al suo posto c’è invece un’agenzia? Vi raccontiamo la nostra esperienza.

Case study traduttore editoriale: “Io, Aristoteles, il Negro Svizzero”

Il 29 settembre 2021 abbiamo partecipato alla premiazione della seconda edizione di Scritture di Lago, premio letterario giunto allora alla sua seconda edizione. Eravamo invitati in quanto finalisti nella categoria Traduzioni con il titolo “Io, Aristoteles, il Negro Svizzero”. A fine serata, il verdetto: Menzione d’Onore della Giuria! Un grande soddisfazione a coronamento di un lavoro di squadra durato molti anni e che ci ha visti all’opera per coordinare tutti i professionisti coinvolti. Ripercorriamo insieme i passi di questa storia.

Traduttore editoriale – Il primo contatto

È il 2015. Dalla Svizzera, ci contatta il modello e attore Urs Althaus, famoso in Italia per aver interpretato il calciatore brasiliano malato di saudade de “L’allenatore nel pallone”, l’intramontabile commedia calcistica diretta da Sergio Martino, dove recitava a fianco a Lino Banfi.

Ci chiede di tradurre il suo libro, “Ich, der Neger”: una biografa cruda, che racconta dell’infanzia dorata e dell’adolescenza turbolenta, fino all’entrata nel mondo della moda e al suo affermarsi nel gotha dei top model. Quindi l’arrivo in Italia e l’approdo sui set cinematografici.

Emozionati ed entusiasti, diamo il via a questo progetto editoriale che nel tempo ha visto nascere e cementarsi un’amicizia duratura con Urs.

Traduttore editoriale – Il servizio

Una nostra traduttrice, Alessandra Lorenzoni, si mette all’opera:

  • dapprima studia il contesto: i mitici anni ’80 del secolo scorso, quelli dello Studio 54 di New York e dei grandi stilisti della moda.
  • Quindi, effettua una lettura approfondita del libro, scritto in tedesco svizzero, per coglierne lo stile, il registro e il tono di voce. Si tratta di una narrazione rapida, schietta, come se Urs stesse raccontando la sua vita ad un amico, con interruzioni e riprese che seguono il flusso del pensiero, e usando un linguaggio a volte crudo in certi passaggi di grande sofferenza e a volte pieno di tenerezza quando ad esempio parla di sua madre, dei suoi amici di infanzia e della sua terra natia.
  • A questo punto, si parte con la prima stesura, confrontandosi anche con un secondo traduttore, che lo rileggerà e ne verificherà tutti gli elementi essenziali.

Traduttore editoriale – L’editing

Una volta completata la traduzione, rivista dal secondo traduttore, il testo passa nelle mani di un giornalista, per questo progetto Luca Palestra, che svolge il ruolo di editor: sfronda, ritaglia, completa e dà suggerimenti per rendere il testo chiaro e scorrevole, adatto alla cultura italiana e di facile lettura.

Completa il tutto la correzione delle bozze, eseguita da due revisori diversi.

Traduttore editoriale – La scelta del titolo

Il risultato finale ci piace molto. Ci resta solo da studiare il titolo, perché l’originale è molto forte: “Ich, der Neger” racchiude lo spirito di denuncia del libro e l’orgoglio di essere sopravvissuto a tante vicende oltre che l’onore di aver conosciuto tanti personaggi illustri, mostrando ad alcuni di loro grande gratitudine.

In tedesco ha un significato netto: Io, il Negro, per descrivere la sua condizione di ragazzo di colore che sfonda in un mondo di bianchi – Urs Althaus è stato il primo modello nero ad apparire in copertina sulla famosa rivista di moda internazionale GQ – e deve subire una serie di soprusi che, vivendo tra le sue montagne in Svizzera, non si era mai immaginato di dover affrontare.

In italiano, è stato scelto di mantenere l’accezione negativa originale, che esprime una sorta di orgoglio e di affermazione di sé come individuo,  ma aggiungendo anche il nome del celebre personaggio che gli ha regalato tanto successo.

Ma non finisce qui

Passano alcuni mesi e Urs ci ricontatta: una casa editrice, Bibliotheka Edizioni, ha deciso di pubblicare ufficialmente il libro! Ricominciano le interviste, gli incontri, le presentazioni…

Ed ecco che torniamo all’incipit della nostra storia, quando nel settembre 2021 arriva la bella notizia. Il risultato ve lo abbiamo “spoilerato”. Ma chissà che in futuro questa biografia, della cui storia siamo orgogliosi di aver fatto parte, non viaggerà ancora oltre i suoi confini, magari anche grazie al nostro lavoro.

Nella foto qui accanto un ricordo di quella splendida serata sul Lago di Como con la nostra menzione d’onore in mano e un  grande sorriso sui volti.

Traduttore editoriale - Urs Althaus- Annalisa Occhipinti

La nostra esperienza testimonia che quello del traduttore editoriale non è necessariamente un lavoro solitario e che un’agenzia può essere un valore aggiunto, in quanto riunisce esperienze e professionalità diverse al servizio della qualità di un’opera.

E se il traduttore editoriale fosse un’agenzia? ultima modifica: 2022-05-06T13:38:42+02:00 da Annalisa Occhipinti